Scrivono i Prof

Prima ora: filosofia

Scritto da Prof. B il 14 Febbraio 2011.

[Sono le 8.25 di un ordinario martedì. I primi quindici minuti se ne sono andati nella compilazione delle carte, attestanti che tutto va per il meglio nel migliore dei mondi possibili.]
PROF: “L’autore, di cui vorrei iniziare a parlarvi oggi…”
[Si sente bussare alla porta, che si spalanca subito; scarmigliata e in affanno, irrompe Giulia.]
GIULIA: “Prof, io la Giada e la Silvia siamo fuori con la Jessica che sta male…”
PROF: “Quale Jessica? Ma non eravate tutte qui, un minuto fa?”
GIULIA: “Sì, ma la Jessica sta male… le viene da vomitare!”
PROF: “Ma se eravate tutte in classe…”
GIULIA: “Ho capito, prof! Eravamo tutte in classe, però adesso siamo fuori! Se la Jessica sta male! Se le viene il vomito! Cosa dobbiamo fare? Lasciarla morire?”
PROF: “Il vomito… sarà stata la brioche: è ancora mezza lì.”
GIULIA: “Macché brioche, magari! Ha litigato col deficiente! Gliel’avevo detto, io! Almeno in classe stacca il cellulare, così eviti polemiche! Ma no, niente da fare! E allora litiga, per quel che me ne frega…”
[Allarmate, Elisa, Samanta e Chiara si alzano per andare ad unirsi, in corridoio, all’autocostituitosi comitato di crisi. In classe la discussione ferve.]
ELEONORA: “Non per cattiveria, ma se uno lo scegli perché ha gli occhi chiari, poi non puoi anche pretendere che non ti faccia venire i nervi! Non per criticare, ripeto…”
MARTINA [ad Eleonora, torcendo il busto]: “In faccia però non glielo dici, alla Jessica! Avrà anche lei gli stessi diritti delle altre, poverina!”
ELEONORA: “Tu devi solo star zitta, invece di scrivere certe cose su Facebook! Poi quella che parla dietro sarei io! Bel coraggio! Vergognati, invece!”
[Martina, in lacrime, abbandona l’aula. La vanno a consolare Ilaria e Barbara.]
PROF: “Ragazzi, io riprenderei. Vi dicevo dell’autore di oggi...”
[Senza bussare, entrano Davide e Michele.]
PROF: “E voi? Sempre il treno in ritardo?”
MICHELE: “Macché ritardo! Magari, prof! Eravamo a fare una fotocopia e c’era la fila. Prof, possiamo estrarre gli interrogati di inglese per domani?”
PROF: “Ma io volevo iniziare Cartesio…”
GAIA: “Cartesio? Ma non dovevamo finire Galileo? Ho appena scritto ‘Galileo’ sul quadernone…”
IRENE: “Anch’io, guardi se non è vero! Allora doveva dirlo prima…”
PROF: “Dobbiamo passare a Cartesio, perché in quarta C sono già al ‘secondo Wittgenstein’. Dunque, Cartesio in realtà si chiamava Descartes…”
MICHELE: “E per inglese come facciamo, scusi? Guardate che se domani non c’è nessuno, io non voglio sentirmi parole! E l’anno prossimo il rappresentante lo fa qualcun altro…”
IRENE: “Ecco come facciamo: ci aiuta il prof. Prof, potrebbe lasciarci gli ultimi cinque minuti per l’estrazione di inglese? Sennò domani sono i soliti casini!”
ROSSELLA: “Per favore, ce li lascia? Per favore…”
MONICA: “Io invece dovrei cercare la prof di diritto. Allora posso, mentre gli altri fanno l’estrazione coi biglietti?”
PROF: “Vada per i cinque minuti e per la prof di diritto. Però dovete seguire con attenzione, se volete i minuti. Dicevo di Cartesio che si chiamava Descartes. Dato che scriveva in latino, oltre che in francese, nelle opere latine si firmava Cartesius. Da lì l’italianizzazione in Cartesio. Descartes, Cartesius, Cartesio.”
MARTINA: “E noi? Dobbiamo saperli tutti e tre?”
PROF: “…”
ANNA: “Tutti e tre cosa? Oddìo, prof…! Oddìo, mi sono persa!!!”

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