Progetti e attività

Progetto dislessia: conoscere i disturbi specifici di apprendimento

Scritto da Sara Toneguzzo, 1AU il 15 Gennaio 2019.

Non avere paura delle difficoltà che incontri. Ricorda che l'aquilone si alza con il vento contrario, mai con quello a favore.

 

"Non avere paura delle difficoltà che incontri. Ricorda che l'aquilone si alza con il vento contrario, mai con quello a favore."

In occasione della settimana nazionale della dislessia, sono state svolte delle attività, con tutte le classi prime del nostro istituto, per sensibilizzare gli studenti su questo argomento.
Sabato 6 ottobre 2018, infatti, la nostra classe ed altre due prime si sono riunite in un'aula dove la professoressa Anna De Santis, inizialmente, ha spiegato le attività del progetto e poi ha illustrato l'argomento.

La dislessia fa parte dei DSA, ovvero “disturbi specifici di apprendimento”. Questi si dividono in: dislessia evolutiva, disortografia, disgrafia e discalculia. La dislessia consiste nella difficoltà di leggere correttamente e velocemente le parole, in presenza di capacità cognitive adeguate e di adeguate possibilità di socializzazione. La disortografia è la difficoltà nello scrivere correttamente le parole, mentre la disgrafia consiste nella scrittura non leggibile. La discalculia, infine, è la difficoltà nel fare i calcoli e nel ricordarsi i procedimenti delle operazioni. Oltre a darci le definizioni, l’insegnante ha sottolineato più volte che questi disturbi non sono delle malattie e la persona che li manifesta non è poco intelligente, non ha un blocco educativo, né problemi psicologici o nel relazionarsi con le altre persone. Questo concetto, secondo me, va evidenziato anche per riuscire a ricordare quale sia il modo migliore di comportarsi con un nostro amico o compagno con DSA. Inoltre, la professoressa De Santis ci ha spiegato che, a livello di scuola, gli insegnanti devono aiutare gli allievi con DSA applicando le misure dispensative e gli strumenti compensativi adatti, ma anche noi compagni e coetanei possiamo dare il nostro contributo. Per esempio, cercando di non escludere o sottovalutare i nostri compagni, di coinvolgerli nelle attività nelle quali, magari, tendono ad escludersi da soli e dando la possibilità e i tempi ai nostri insegnanti di concentrarsi su tutti, allo stesso modo.

Dopo la spiegazione, abbiamo guardato un film intitolato “Stelle sulla Terra”, grazie al quale abbiamo notato come la dislessia non condizioni l’intelligenza di un soggetto ma, anzi, in qualche modo, con il giusto aiuto, possa diventare facile da risolvere e anche uno stimolo per trovare altri talenti che possediamo. Ishaan, il protagonista del film, ad esempio, mostra una grande passione per il disegno e la pittura. Ha nove anni, vive in India e, con colori e tempere, se la cava stupendamente ma a scuola viene rimandato in terza elementare e ogni materia rappresenta per lui un problema. I genitori, dopo un incontro con gli insegnanti di Ishaan, decidono di iscriverlo in un collegio che si trova piuttosto lontano da casa. In questo modo, aumenta ancora di più il disagio e la rabbia che Ishaan prova nei confronti dell’istituzione scolastica e delle persone che gli stanno accanto. Egli vive questa situazione come una punizione e soffre molto per la separazione dalla famiglia. Inoltre, anche nella nuova scuola non riesce a fare progressi e sprofonda nella tristezza, fino all’ arrivo del nuovo insegnante di arte, Ram Nikumbh. Il maestro rimane colpito dal bambino e, dopo aver esaminato i suoi quaderni, riesce a comprendere cosa c’è che non va. Scopre, dunque, che Ishaan è dislessico e, avendo una conoscenza personale e profonda di questo disturbo, va a parlare con la sua famiglia. Spiega loro di essere lui stesso un dislessico e di capire come si senta Ishaan, per averlo affrontato in prima persona anni prima. Propone quindi di prendersi personalmente cura del bambino e intraprende con lui un percorso di riabilitazione della lettura e della scrittura. Inoltre, organizza anche una gara di pittura per tutta la scuola in modo da permettere a Ishaan di dimostrare la sua grandissima abilità espressiva. Finalmente, dopo tanto tempo, il bambino torna a sorridere, grazie all’insegnante che ha capito le sue difficoltà e che lo ha aiutato a superarle e a migliorare le sue prestazioni scolastiche.

Questo film, secondo me, è perfetto per descrivere al meglio quello che prova una persona quando non ha nessuno che riesca a capirla a fondo. Nessuno aveva provato ad andare oltre i suoi brutti voti, per vedere se c’era dell’altro e non solo la sua apparente “non voglia di studiare e impegnarsi”.

Dopo la visione del film, abbiamo discusso sul messaggio e sulle scene che più ci avevano colpito. Personalmente credo che il messaggio sia proprio cercare di superare i nostri limiti, nonostante le difficoltà. Seguire le nostre passioni, ma anche concentrarci su quello che è davvero importante per il nostro futuro e farci aiutare, quando serve.

Credo che saper chiedere e dare aiuto siano delle prove di coraggio e maturità tra le più grandi e questa attività me lo ha ricordato.

Il progetto mi è piaciuto molto, sia per le informazioni nuove che sono state fornite, sia per il piacevole film che abbiamo visto. Spero che anche l’anno prossimo la scuola realizzi attività simili in occasione della “settimana nazionale della dislessia”, in modo da poter parlare di più di questo argomento, a mio parere molto interessante.

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