Progetti e attività

La mia settimana di stage presso il centro educativo e riabilitativo "La Nostra Famiglia"

Scritto da Gessica Cari, 4BS il 06 Aprile 2011.

La mia settimana di stage presso il centro educativo e riabilitativo
Settimana di stage favolosa. Opportunità unica. Esperienza indimenticabile. Dal 28 febbraio al 4 marzo la nostra classe ha operato non tra i banchi e i libri, bensì nella società reale, cosa che ci ha permesso di metterci in gioco e vivere emozioni a 360°.
Vi lascio delle testimonianze, dei passaggi del mio diario personale in cui ho documentato questa particolare settimana, giorno dopo giorno.

Domenica 27 febbraio 2011 ( vigilia )

“Ah, e se poi non riesco a costruire rapporti soddisfacenti? E se poi registro un flop da urlo? No! Panico! Spero di riuscire ad entrare in contatto immediato con le persone che incontrerò! Spero, a fine settimana, di portare a casa nuove emozioni, ricordi, flash, sorrisi e di trasmettere alle persone che incontrerò qualcosa di positivo e di rilevante (...).
Che grande occasione mi si prospetta davanti!Vediamo di essere positivi, per non perdere neppure un secondo del presente!”.

Lunedì 28 febbraio 2011

gess2_250“ Non so come iniziare a parlare per farvi capire… Non so come e da dove partire!”.
“Passi nel bianco pavimento freddo, sguardi con mezzo sorriso complice tra me e Agnese, porta aperta, giardino, freddo, agitazione, battiti che aumentano, paura di deludere gli altri e me stessa, struttura con porte da varcare. Ed eccoci. Passi su passi. Silenzio”.
“Tutte le paranoie e i dubbi che mi stavo ponendo in modo ossessivo da giorni e giorni ormai, beh…sono finiti! È differente! È tutto più spontaneo, più vero, più sentito, più lacerante e più vicino. Mi è bastato un niente per sentirmi parte di questa comunità!“.
“ E' incredibilmente strano: quando tutto nella vita va un po' a catafascio, entrando lì… qule che credevi essenziale diventa secondario… così futile!”.
“Flavia in quel gruppo realizza attività finalizzate ad ottenere maggiore autonomia possibile per i ragazzi: ricette, procedimenti illustrati per la preparazione di un caffè su moka, i passaggi per la realizzazione di un dolce e molto altro…”.
“ Non vedo l' ora sia domani! Non vedo l' ora di ‘viverli’ ancora!“.

1 marzo 2011

“ Vi giuro: sono nervosa. Cavoli! Nervosa perché non è nulla il tempo che trascorriamo lì. E' una violenza, sia per noi che vorremmo poterli ‘vivere’ un po' di più, che per loro, che si vedono davanti ragazzi a cui pensano di potersi legare, mentre non sanno che se ne andranno, ancor prima di ciò che pensano”.
 
“… ho fatto molte attività finalizzate all'autonomia dei ragazzi. Oggi hanno stirato, cucito, cucinato, lavato piatti e anche riordinato la sala.”
“Le confessioni di questa ragazza, che mi guardava seria, certa di potersi fidare di me, beh… mi hanno proprio colpito! Quanta vita c'è dietro a questi ragazzi!? Quanti contesti difficili, rispetto ai nostri! Troppi!”.
“Flavia mi ha fatto notare come i ragazzi ricordassero particolari passaggi, ma ne scordassero molti altri, tanto da memorizzarli ben due mesi dopo...”.

2 marzo 2011

gess3_250“Nella loro disabilità loro sono uguali a noi”.
“'Volontario'? Ecco la prima parola da eliminare dal dizionario! Ci troviamo lì come persone che decidono liberamente di dedicare il proprio tempo a questi ragazzi. Così il ‘concetto’ acquista il suo vero significato”.
“Esponetevi! Siate ciò che siete! Dite la vostra! Prendete parte a qualcosa in cui credete!”.
“Siamo state tutta la mattina a lavorare ad un mosaico splendido, che verrà spedito in un'università del Sudan“.

  

3 marzo 2011

gess4_250“E' stato bello vedere il sorriso nella faccia della gente che attraversava il corridoio (anche alle otto di mattina); vedere Bianca e Brigitte che dialogavano felicemente, descrivendoci le situazioni del Centro! L' atmosfera era accogliente, dolce, vera, positiva. Diciamo... una famiglia allargata. Il ‘concetto’ di unità QUI diventa ‘realtà’; traspare anche nel semplice sguardo che si scambiano. Fantastico!”.
“'Sono tutti belli per me, ma la gente che viene qua si ricorda solo delle orecchie fasciate dei ragazzi quando si picchiano la testa’, ci ha detto una delle ragazze che danno assistenza agli ospiti del Centro.”
“Andando avanti abbiamo conosciuto bimbi di varie età, all'interno di classi colorate e rallegrate da disegni, giochi, lavori esposti. Abbiamo poi visto studi di fisioterapia, stanze di riabilitazione, logopedia e gli ambulatori dei medici che lavorano nella struttura. Nella sezione dedicata ai ragazzi delle medie abbiamo visitato tutte le stanze dei laboratori: tavoli, arnesi specifici, lavori eseguiti…”.

 

4 marzo 2011

“Nell'aria risuonava un' atmosfera di pace assoluta, che riecheggiava anche quando i bambini ormai erano corsi a prendere le corriere ed a terra, a ricordare la festa, erano rimasti solo i coriandoli… ”.
“Non voglio pensare che avremmo potuto non fare questa esperienza. Non i voglio pensare! Ognuno ha preso la propria strada, durante questa settimana. Ognuno ha pensato di dare se stesso, per quanto possibile, per come era capace”.
“Io mi porterò dentro mille emozioni che credo molti non riusciranno a capire. Ecco, sì. Credo questo. Cose che cambiano, cose che fanno crescere, cose vere. Cose mie. Visioni comuni che però fai tue in base al tuo mondo e al tuo modo di vedere. Grazie all'unicità che ti distingue, grazie alle esperienze che ti plasmano…”.

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