Progetti e attività

Cronaca di una decisione importante

Scritto da Alessandro Bristot il 05 Maggio 2010.

Un giorno ti svegli e ti metti a riflettere su cose a cui non hai mai pensato. Non ci hai mai pensato non perché sei una persona egoista o indifferente, ma solo perché, quando tutto va bene, sembra normale che le cose siano come sono. Quella mattina “speciale”, però, ti svegli in una maniera diversa. Attorno a te non c'è nulla di nuovo rispetto alla sera precedente, però “qualcosa” ti fa percepire che sei veramente fortunato. Famiglia, rapporti sentimentali, amicizie, salute: tutto va bene. Sei felice.
Sei felice e proprio per questo non puoi non riflettere sul fatto che non tutti al mondo si svegliano e possono dire di essere felici come te, e così pensi che ti piacerebbe poter aiutare gli altri, chi è meno fortunato.
Alcuni fanno veramente qualcosa, a volte anche delle scelte “radicali” e si impegnano entrando in cooperative, in associazioni, o partecipando a missioni umanitarie…

La maggior parte delle persone, però, compreso il sottoscritto, per vari motivi finora non si è mai impegnata seriamente in nulla. Non perché rispetto alle persone citate sopra siamo egoisti o indifferenti, ma perché viene naturale pensare che la nostra vita è qui e che non ce la sentiamo di stare lontani dalle persone più care, impegnandoci magari in missioni umanitarie che donano tempo ed energie alle persone che vivono nei paesi più poveri. Altre volte, nonostante la consapevolezza di “star bene” e dei tanti doni ricevuti dalla vita, si rimanda, si rimanda, si rimanda e…non si agisce.
Finché un giorno, apparentemente come tutti gli altri, in classe arriva una circolare. Oggetto: “Conferenza medica- sensibilizzazione al dono del sangue ed igiene alimentare indirizzata alle classi quinte”.
Due ore “di riposo” (chissà perché, anche se siamo in quinta, è sempre un piacere per le orecchie sentire che “quel giorno”, grazie alla conferenza, si “salteranno” spiegazioni e verifiche…). Due ore di “riposo”, ma anche un’occasione per continuare il discorso iniziato l’anno precedente e proposto sempre dal professor D'Amico, referente per l'educazione alla salute presso l'istituto.
Arrivi in biblioteca il giorno prestabilito. Caos totale: urla, schiamazzi, relatore e insegnanti che cercano di mantenere l'ordine. Il relatore parla di cose interessanti, che in parte, per la verità, hai già sentito l'anno precedente. Eppure quest'anno “scatta” qualcosa e per la prima volta capisci che finalmente potresti veramente impegnarti concretamente per gli altri.
Sei timido e ti è sempre risultato difficile mescolarti a un nuovo gruppo e dunque all’inizio hai qualche perplessità: questo gruppo non si chiama Grest e non è una associazione sportiva. E' un gruppo diverso, i cui componenti non devono per forza entrare in relazione tra loro, ma è legato da una parola: SOLIDARIETA'! Si chiama Associazione Volontari Italiani Sangue ( AVIS).
Seppure un po’ titubante però pensi: “Ok! Rischio. Ci provo. Chissà cosa bisogna fare per diventare un donatore?!”
La risposta arriva subito. Bisogna avere tra i 18 e i 60 anni, un peso superiore a 50 kg, uno stato di salute buono ed altri requisiti che non elenco per non annoiare.
Sei convinto. Tenterai di diventare un donatore. Allora compili quelle carte e le consegni al professor D'Amico, che fa da tramite con le varie Asl. Dopo un mese e mezzo ti dicono che devi recarti al centro trasfusionale più vicino a casa.
Il giorno prestabilito ti presenti, un po' teso, ma convinto di ciò che stai facendo. All’inizio non sai bene come muoverti, ma il personale si dimostra disponibile ed accogliente. Compili altri moduli che ti consegnano all'accettazione, segue un colloquio informativo con il medico, una necessaria anamnesi, un prelievo del sangue e il test delle urine per gli accertamenti di rito. Se hai problemi di qualche tipo ( ad esempio un soffio al cuore…) ti consigliano una visita specialistica, perché chi diventa donatore deve godere di buona salute. La visita è gratis, d'altronde sull'impegnativa c'è scritto: “percorso donatore”.
Tutto qui, come del resto riportava la circolare passata a scuola. Ora non hai che da aspettare. Tra un mese ti arriveranno i risultati e saprai se potrai essere un donatore.
Questo è stato il mio percorso, analogo a quello di altri 35 ragazzi dell'Istituto. Non so ancora se ho tutte le carte in regola per poter fare parte dell’AVIS, però tentare mi ha fatto sentire fiero di me. Ho una vita “ricca”, fatta di ragazza, famiglia e amici. Eppure ho capito che il tempo per aiutare gli altri, basta volerlo e si trova. Comunque vada (anche se confesso che spero con tutto il cuore di diventare un donatore!), è stata una bella esperienza e spero che questo articolo possa convincere anche qualcun altro, una mattina, a riflettere e a...rischiare.

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