Incontri e riflessioni

Lettera ai compagni di classe

Scritto da Francesca, classe 2EU il 07 Dicembre 2019.

Lettera ai compagni di classe

Cari compagni di classe,
vi scrivo questa lettera per raccontarvi il motivo per il quale sono venuta in America.
Io abitavo a Portogruaro, non so se sapete dove si trova: è vicino a Venezia, in Italia. I miei genitori mi hanno detto che alcuni anni fa c’era una ragazza, Greta Thumberg che parlava dei cambiamenti climatici, dell’ambiente e dei rischi che si stavano correndo, ma pochi le hanno creduto.
Già all’epoca si sapeva ciò che sarebbe successo: entro pochi anni a causa dei cambiamenti climatici, e di fenomeni metereologici sempre più violenti Venezia sarebbe stata sommersa.

Purtroppo gli ambientalisti avevano ragione: col passare del tempo, mese dopo mese, anno dopo anno, i cambiamenti si sono sentiti e visti. Ora Venezia, che era una città unica al mondo, non esiste più, è stata inghiottita dalle acque e la stessa sorte è toccata a buona parte della Pianura Padana.
Quando abbiamo capito che ormai il danno era irreparabile, noi, come molti altri, abbiamo dovuto spostarci e cambiare Paese, non potevamo vivere sott’acqua.
Perché i miei genitori hanno scelto proprio questo Paese, l’America del Nord? Perché l’Italia, ma anche gran parte dell’Europa sta andando a pezzi e questo grande Paese ci è sembrato il posto giusto per ricominciare da zero, sperando in un futuro migliore.
Spero che mi accettiate, anche se non parlo bene la vostra lingua e non conosco la vostra cultura, spero di non essere vittima di bullismo solo perché vengo da un altro Paese, in Italia non sempre le persone straniere sono state accolte, ma qui è diverso, l’America è il Paese dove tutti i sogni si avverano e dove da sempre convivono diversi popoli e culture.
Io sono come voi e come afferma Seneca “Siamo tutti cittadini del mondo”; quindi non ha alcun senso escludere qualcuno solo perché parla un’altra lingua, ha un’altra cultura, un’altra religione o un altro orientamento politico o sessuale.
Alla fine anche se siamo tutti diversi siamo tutti uguali!
New York, 15 settembre 2050

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