Incontri e riflessioni

Le ragioni del no #nofutureforfriday

Scritto da Cristiano Paluzzo Piccin, classe 5AL il 08 Ottobre 2019.

Le ragioni del no #nofutureforfriday
#FRIDAYFORFUTURE, un semplice hashtag per tentare di dare voce al nostro pianeta, sì, perché chi ha deciso di scioperare, forse non lo fa per Greta, non lo fa per saltare ore scolastiche, lo fa perché il geoide su cui tutti poggiamo i piedi ha vita breve.
È sopravvissuto a tanto, troppo, forse, ed ora che una valanga di scomode realtà ci sta travolgendo,
scendiamo tutti in piazza, con cartelloni e striscioni di tutti i tipi.
C’è chi preferisce dar voce al proprio lato “ironico”, se così si può dire, facendo battute di ogni genere, lanciando frecciatine non si sa dove e non si sa rivolte a chi. Perché di gente che questa manifestazione l’ha presa con il solo intento di attirare gli occhi su di sé ne sono piene le piazze.
Questo è quello che ho visto: gente che non sapeva cosa stava facendo, perché stava protestando, ma soprattutto per cosa stava protestando, perché la battuta fa ridere se di buon gusto, ma finché alziamo la voce per quelle due ore, per poi tornare a casa nella più totale indifferenza, allora mi chiedo, serviva scomodarsi? Serviva tirare in ballo Greta? 
Così si rischia di giocare allo stesso gioco del ciuffo biondo più famoso d’America, che, dalla vetta della sua Trump Tower, fa piovere tweet a non finire, deridendo chi della salvaguardia dell’ambiente ne ha fatto il suo credo, e così non facciamo altro che dare voce a chi quella ragazza di 16 anni la deride chiamandola “gretina”, lei, che ha avvicinato al tema del rispetto per la nostra Casa milioni di persone, lei, che si è offerta di dar voce ad una comunità scientifica fin troppo lontana da tutti noi, senza pretendere nulla, cercando solo di far breccia sulle nostre coscienze.
Io, come tanti altri dei miei compagni di classe e d’istituto, ho deciso di restare a scuola, sapendo che anche in classe avrei avuto la possibilità di dar voce al mio pensiero, senza fare lo sbruffone.
Quindi, che lo si faccia per Greta o meno, facciamoci tutti un vero esame di coscienza, poi, prendiamoli, i contenuti di questo esame di coscienza, e lanciamoli addosso a chi di tutto questo movimento non ha capito nulla, sperando che un giorno siano loro a fare la figura dei “gretini”, ma questa volta con la “C” maiuscola.