Incontri e riflessioni

Gridi

Scritto da M. Giorgia Bianco, 3AE il 21 Maggio 2013.

Gridi
“Aiutatemi!” Questa è stata la mia unica richiesta, ma non sono stata ascoltata.
Avevo detto che l’avrei fatto e l’ho fatto e a rimetterci sono stati loro,
loro che non c’entravano nulla.
Sono una madre. Forse per molti non dovrei essere definita così, ma lo sono.
Sono una madre che ha sbagliato ed è pronta a pagare, ma sono una madre.
Non mi hanno ascoltata, aiutata.
Li volevo uccidere perché sono malata e non sono stata ascoltata.
“Spero muoiano” ho detto, e non so perché. Sono malata.
Depressione: il mostro che mi ha divorata e che li ha gettati dal terrazzo.
Ero stata ricoverata ma non ero pronta per essere dimessa, per tornare da loro,
ma non sono stata ascoltata.
Avevo paura per loro, per il loro futuro. Avevo paura, sono malata.
Hanno pagato loro perché non sono stata ascoltata.
Ci avevo pensato più volte e l’ho fatto.
Gridi uscivano dalla mia bocca: a parlare non ero io, era il mostro.
Non so perché, non ero cosciente, non ero io quando l’ho fatto.
L’ho fatto perché sono malata e non sono stata ascoltata.

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