Incontri e riflessioni

Game over

Scritto da Francesca Falcomer il 22 Luglio 2010.

E così, a quanto pare, anche per noi quest’anno è finita.

La stretta di mano di un commissario frettoloso, la camminata ufficialmente trionfale ma effettivamente in stato di confusione fuori dall’aula delle torture (alias esame orale), i commenti con i compagni che devono ancora varcare la soglia o che già ci sono usciti…queste ad altre cose mettono fine non solo ad un anno di terrorismo psicologico più o meno dichiarato (“I commissari esterni non vi conoscono e vi giudicheranno più severamente di noi che siamo i vostri insegnanti! AHAHAHAHAHAH!”), di studio poco matto ma di sicuro disperatissimo (beh, più o meno…le ultime due settimane), ma anche ad un’intera fase delle nostra finora corta vita. Superiori, out.
Ciao alle alzatacce per battere sul tempo la campanella malefica che, inutile negarlo, suona SEMPRE prima delle 8; più nessun contatto con gli strani personaggi che tutte le mattine per cinque anni si sono incontrati – il Professore Canterino, la Ragazza Che Corre Per Non Perdere l’Autobus; finite anche le arrampicate sulle scale che sembrano l’Everest; non ci saranno più le bidelle che immancabilmente ogni ora entrano per questo o quello, né la prof che ti ricorda con uno sguardo assassino che “devi giustificari l’asensa” del 30 febbraio o di chissà che giorno; niente più ore buche e connesse discussioni memorabili fra l’assurdo e l’epico…
Cosa manca? Ah, sì! Magari nel tempo libero da queste occupazioni qualche lezioni pure ci scappava. Addio anche a loro.

Probabilmente l’unica occasione in cui ci capiterà di prendere in mano qualche etto di pagine anche solo vagamente scolastiche, almeno per i prossimi due mesi, sarà il rogo purificatorio dei libri di cui si rumoreggia da maggio.
Sarà solo un falò liberatorio o la metafora che indica l’utilità di quanto abbiamo studiato finora?
Mah.

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