Premio Livenza 2020 – Lions Club di Motta di Livenza

Scritto da Redazione il 13 Ottobre 2020.

Premio Livenza 2020 – Lions Club di Motta di Livenza
GRANDI SOGNI, GRANDI TRAGUARDI PER I NOSTRI STUDENTI
 
Domenica 04 ottobre 2020 a Villa Revedin, Gorgo al Monticano, in occasione dell'apertura dell'anno Lionistico è stato consegnato il Premio Livenza 2020 alla dottoressa Giulia Prosdocimo.
Il Premio Livenza è un riconoscimento che viene dato ogni anno dal Lions Club a persone o Enti che sono particolarmente distinti nel loro campo lavorativo o benefico e che fanno onore al territorio mottense.
Quest'anno il Lions Club di Motta di Livenza lo ha dedicato a questa illustre ricercatrice nata e cresciuta a Motta di Livenza, trasferita poi a Portogruaro dove ha frequentato il liceo linguistico Marco Belli e, succesivamente a Trieste, dove ha conseguito a pieni voti sia la laurea triennale in Biotecnologie, che la laurea magistrale in Biotecnologie Mediche. A Trieste ha anche conseguito il dottorato, presso l'istituto di ricerca internazionale ICGEB (International Center for Genetic Engineering and Biotechnology), sotto la guida del Professor Mauro Giacca. Il focus delle ricerche del laboratorio e del suo lavoro di dottorato, è la rigenerazione del cuore dopo l'infarto.

Un incubo non ancora finito

Scritto da Elena Rossi, classe 5CU il 13 Maggio 2020.

Un incubo non ancora finito
Cari studenti e cari professori,  
 
sono Elena Rossi della classe 5CU. Scrivo questo articolo per condividere con tutti voi la mia esperienza, perché voglio che chi sta vivendo una situazione simile alla mia non si senta solo e, al tempo stesso, voglio che chi è sereno in questo periodo possa rendersi conto che non è così per tutti.  

Premetto che ora la situazione sta migliorando, ma fino a qualche settimana fa mi sembrava di vivere un incubo. Un incubo che non è ancora finito.

Solo sento

Scritto da Sara Franzin, classe 5BL il 01 Maggio 2020.

Solo sento

Non lo so che ore sono, solo vedo un piccolo spiraglio di luce. É una luce calda, riesco a percepire il profumo delicato di quelle rose appena sbocciate.

Cronache di una vita segregata. L'amore (e le relazioni) al tempo del Covid-19.

Scritto da Studenti il 22 Aprile 2020.

Si studia, si legge, si impara. Noi stavamo lavorando su Catullo e sulla sua complicata relazione con Lesbia. Una riflessione tira l’altra e la domanda che è arrivata spontanea è stata: Come sto?
A cui poi si è aggiunto: Come mi sento in questo periodo di isolamento forzato? Come sto vivendo la lontananza dalle persone che, oltre ai miei famigliari, considero più care, come la persona di cui sono innamorato/a o gli amici più intimi? In che modo vivo la relazione in questa dimensione spazio-temporale non conforme, deformata rispetto al mio precedente quotidiano? Mi sta solo togliendo qualcosa o sta dando valore aggiunto e senso ad aspetti della vita che non avevo considerato?
…e le voci si sono levate.
Grazie a tutti quelli che hanno condiviso il loro sentire e hanno permesso di pubblicare i loro intimi pensieri nel giornalino d’istituto.
Grazie a quelli che avranno la pazienza di leggere e potranno riconoscersi sicuramente in queste riflessioni.
Buon proseguimento a tutti.
prof.ssa Monica Imperatore
 
La mia quarantena è molto particolare. In questo periodo mi trovo in una situazione che mai avrei pensato. Non sono come tutti, in questi giorni: io non ho tutta la mia famiglia a casa, infatti mio papà è malato di leucemia cronica quindi ha le difese immunitarie molto basse.

Sola

Scritto da Anonimo, classe 1AL il 24 Marzo 2020.

Sola

Coronavirus. Ecco la causa della nostra condizione. O meglio, la sua costante diffusione è il motivo del nostro isolamento di massa.
È il motivo della nostra paura.
È il motivo per cui gli anziani si chiudono in casa a chiave, è il motivo per cui i nostri genitori si disperano perché non possono più lavorare, è il motivo per cui i bambini disegnano grandi arcobaleni da appendere fuori casa. È il motivo del mio isolamento.

Omaggio a donne che amano la matematica

Scritto da Prof.ssa Monica Imperatore il 28 Maggio 2020.

Omaggio a donne che amano la matematica
Fulvio Parmigiani, l’insegnante di elettrodinamica di mio figlio all’Università di Trieste ha mandato ai suoi studenti questo necrologio, scritto per la morte di una scienziata, una donna impegnata nello studio della matematica.
Mio figlio ha voluto condividerlo con me, per l’altezza del pensiero che racchiude.
Personalmente ritengo che questo testo, a me sconosciuto prima di ora, meriti un posto speciale nel giornalino della nostra scuola, per i motivi che ognuno scoprirà leggendo.

"Vivamus"

Scritto da Prof.ssa Francesca Bonaldo il 08 Maggio 2020.

Cari ragazzi,

vi ricordate chi sono la Garbarino e la Pasquariello? Sono le autrici del vostro manuale di latino: "Vivamus".

Vi ricordate quante volte ve le ho nominate? Per spiegarvi che i titoli dei passi scelti li hanno messi loro, e non sono titoli dell'autore latino che di volta in volta stavamo studiando... Ad esempio "Il carme dei baci" è titolo della Garbarino e della Pasquariello, non di Catullo.

Il freddo di aprile

Scritto da Iva Colak, ex 5DL il 24 Aprile 2020.

Il freddo di aprile
Quella sera indossavo un giubbino, forse troppo leggero per una semplice serata di marzo, perché, sapete com’è, le mezze stagioni non esistono più, dicono. Ma non importa, noi siamo giovani e ci piace combattere, anche contro il freddo.

Ogni circostanza è un'opportunità

Scritto da Autori Vari il 29 Marzo 2020.

Ogni circostanza è un'opportunità

«Mi sembra che potrò facilmente dimostrare la felicita dell’esser solo, se insieme additerò gli svantaggi e gl’inconvenienti del trovarsi in molti, passando in rassegna le azioni degli uomini che questa vita (la solitaria) rende amanti della pace e tranquilli, quella violenti, preoccupati, affannosi. Uno e infatti il fondamento di tutto ciò: questa vita si basa su di un ozio sereno, quella su di una triste attività. [...] dimmi, o padre, quanto valuti tu questi beni che sono alla portata di tutti: vivere come vuoi, andare dove vuoi, stare dove vuoi, [...] in ogni stagione essere padrone di te, e, dovunque ti trovi, vivere con te stesso, lontano dai mali, lontano dall’esempio dei cattivi, senza essere spinto, urtato, influenzato, incalzato; senza essere trascinato a un banchetto mentre preferiresti aver fame, costretto a parlare mentre brameresti star zitto, o salutato in un momento inopportuno, o afferrato e trattenuto agli angoli delle strade [...]

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