Omaggio a donne che amano la matematica

Scritto da Prof.ssa Monica Imperatore il 28 Maggio 2020.

Omaggio a donne che amano la matematica
Fulvio Parmigiani, l’insegnante di elettrodinamica di mio figlio all’Università di Trieste ha mandato ai suoi studenti questo necrologio, scritto per la morte di una scienziata, una donna impegnata nello studio della matematica.
Mio figlio ha voluto condividerlo con me, per l’altezza del pensiero che racchiude.
Personalmente ritengo che questo testo, a me sconosciuto prima di ora, meriti un posto speciale nel giornalino della nostra scuola, per i motivi che ognuno scoprirà leggendo.

"Vivamus"

Scritto da Prof.ssa Francesca Bonaldo il 08 Maggio 2020.

Cari ragazzi,

vi ricordate chi sono la Garbarino e la Pasquariello? Sono le autrici del vostro manuale di latino: "Vivamus".

Vi ricordate quante volte ve le ho nominate? Per spiegarvi che i titoli dei passi scelti li hanno messi loro, e non sono titoli dell'autore latino che di volta in volta stavamo studiando... Ad esempio "Il carme dei baci" è titolo della Garbarino e della Pasquariello, non di Catullo.

Il freddo di aprile

Scritto da Iva Colak, ex 5DL il 24 Aprile 2020.

Il freddo di aprile
Quella sera indossavo un giubbino, forse troppo leggero per una semplice serata di marzo, perché, sapete com’è, le mezze stagioni non esistono più, dicono. Ma non importa, noi siamo giovani e ci piace combattere, anche contro il freddo.

Ogni circostanza è un'opportunità

Scritto da Autori Vari il 29 Marzo 2020.

Ogni circostanza è un'opportunità

«Mi sembra che potrò facilmente dimostrare la felicita dell’esser solo, se insieme additerò gli svantaggi e gl’inconvenienti del trovarsi in molti, passando in rassegna le azioni degli uomini che questa vita (la solitaria) rende amanti della pace e tranquilli, quella violenti, preoccupati, affannosi. Uno e infatti il fondamento di tutto ciò: questa vita si basa su di un ozio sereno, quella su di una triste attività. [...] dimmi, o padre, quanto valuti tu questi beni che sono alla portata di tutti: vivere come vuoi, andare dove vuoi, stare dove vuoi, [...] in ogni stagione essere padrone di te, e, dovunque ti trovi, vivere con te stesso, lontano dai mali, lontano dall’esempio dei cattivi, senza essere spinto, urtato, influenzato, incalzato; senza essere trascinato a un banchetto mentre preferiresti aver fame, costretto a parlare mentre brameresti star zitto, o salutato in un momento inopportuno, o afferrato e trattenuto agli angoli delle strade [...]

Cari compagni del Marco Belli, interessante!

Scritto da Cristiano Paluzzo Piccin, Classe 5AL il 18 Marzo 2020.

Cari compagni del Marco Belli, interessante!

Buongiorno cari compagni del Marco Belli.
Sono sicuro che molti di voi staranno rimpiangendo le noiose lezioni in classe, le infinite spiegazioni dei prof e le brevissime ricreazioni all’aperto con gli amici di sempre. Eh, già. Tutto questo, che per molti di noi giovani era un peso, si è rivelato essere (anche se lo è sempre stato) un diritto ed una libertà che colorava le nostre giornate di conoscenza, di sapere, ma soprattutto di risate. Ci accorgiamo oggi di quanto quel peso non sia altro che un punto fisso della nostra vita, che può sembrare noioso per la monotonia con cui si ripete, ma che, quando manca, si sente, eccome se si sente.

Un incubo non ancora finito

Scritto da Elena Rossi, classe 5CU il 13 Maggio 2020.

Un incubo non ancora finito
Cari studenti e cari professori,  
 
sono Elena Rossi della classe 5CU. Scrivo questo articolo per condividere con tutti voi la mia esperienza, perché voglio che chi sta vivendo una situazione simile alla mia non si senta solo e, al tempo stesso, voglio che chi è sereno in questo periodo possa rendersi conto che non è così per tutti.  

Premetto che ora la situazione sta migliorando, ma fino a qualche settimana fa mi sembrava di vivere un incubo. Un incubo che non è ancora finito.

Solo sento

Scritto da Sara Franzin, classe 5BL il 01 Maggio 2020.

Solo sento

Non lo so che ore sono, solo vedo un piccolo spiraglio di luce. É una luce calda, riesco a percepire il profumo delicato di quelle rose appena sbocciate.

Cronache di una vita segregata. L'amore (e le relazioni) al tempo del Covid-19.

Scritto da Studenti il 22 Aprile 2020.

Si studia, si legge, si impara. Noi stavamo lavorando su Catullo e sulla sua complicata relazione con Lesbia. Una riflessione tira l’altra e la domanda che è arrivata spontanea è stata: Come sto?
A cui poi si è aggiunto: Come mi sento in questo periodo di isolamento forzato? Come sto vivendo la lontananza dalle persone che, oltre ai miei famigliari, considero più care, come la persona di cui sono innamorato/a o gli amici più intimi? In che modo vivo la relazione in questa dimensione spazio-temporale non conforme, deformata rispetto al mio precedente quotidiano? Mi sta solo togliendo qualcosa o sta dando valore aggiunto e senso ad aspetti della vita che non avevo considerato?
…e le voci si sono levate.
Grazie a tutti quelli che hanno condiviso il loro sentire e hanno permesso di pubblicare i loro intimi pensieri nel giornalino d’istituto.
Grazie a quelli che avranno la pazienza di leggere e potranno riconoscersi sicuramente in queste riflessioni.
Buon proseguimento a tutti.
prof.ssa Monica Imperatore
 
La mia quarantena è molto particolare. In questo periodo mi trovo in una situazione che mai avrei pensato. Non sono come tutti, in questi giorni: io non ho tutta la mia famiglia a casa, infatti mio papà è malato di leucemia cronica quindi ha le difese immunitarie molto basse.

Sola

Scritto da Anonimo, classe 1AL il 24 Marzo 2020.

Sola

Coronavirus. Ecco la causa della nostra condizione. O meglio, la sua costante diffusione è il motivo del nostro isolamento di massa.
È il motivo della nostra paura.
È il motivo per cui gli anziani si chiudono in casa a chiave, è il motivo per cui i nostri genitori si disperano perché non possono più lavorare, è il motivo per cui i bambini disegnano grandi arcobaleni da appendere fuori casa. È il motivo del mio isolamento.