Gli scarponcini nuovi

Scritto da Giulia Bozza il 20 Novembre 2016.

Gli scarponcini nuovi

Quella è una tipa strana, dicono quando la vedono attraversare la strada di fronte all'edificio principale dell'università.  Cammina senza guardare, non ha paura di venire investita?

Avvio progetto ErasmusPlus 2016-19

Scritto da Prof.ssa Paola Franchi il 30 Ottobre 2016.

Con il meeting transnazionale a Vilnius nella settimana 17-21 ottobre, prende ufficialmente avvio il progetto ErasmusPlus che vede coinvolte le classi 3A e 3B del Liceo Linguistico dell’Istituto Marco Belli di Portogruaro.

Durante la settimana di lavoro i docenti di 5 paesi Europei-Italia, Lituania, Germania, Spagna, Francia, si sono incontrati per pianificare le tappe del progetto che terminerà nel Maggio 2019.

Un tuffo nel passato

Scritto da Redazione il 18 Ottobre 2016.

Un tuffo nel passato

La prof.ssa Chiara Cescut racconta che non si sarebbe mai decisa a partecipare ad alcun concorso, nonostante scriva da anni, senza l’incoraggiamento della scrittrice Licia Canton che ha tenuto il corso di scrittura creativa Writer in residence organizzato dall’Istituto Statale Marco Belli nel maggio scorso.

Terremoto 24-08-16, parole di uno studente.

Scritto da Enrico il 29 Agosto 2016.

Strazianti si ripetono nelle nostre orecchie le notizie che ad ogni giorno ci arrivano dai media, straziante è vedere quelle immagini; immagini che raccontano quei momenti orribili. Tre giorni fa la terra si è fatta sentire, mettendo in ginocchio la popolazione del centro Italia. Interi paesi rasi al suolo; come dice il sindaco di Amatrice " la città non c'è più ". Ma non sono solo le case o gli edifici ad essere distrutti, lo sono anche centinaia di famiglie, vite spezzate in una manciata di secondi. Commoventi le immagini e le storie che ininterrottamente ci giungono alle orecchie, immagini che fanno aggrovigliare lo stomaco e il cuore.

Qui, solo ossa e cotenne

Scritto da Prof B. il 18 Agosto 2016.

Qui, solo ossa e cotenne

Qui, solo con ossa e cotenne. Perché il resto di me è là, in un appartamento dove una meraviglia di signora nippo-brasiliana, terapeuta astrale trasferitasi in Irlanda con i paraphernalia d’ordinanza (dico dopo), mentre parlo comincia a tossire violentemente. Tosse grassa? Tosse secca? Saliva? Macché! Ma che ingenuo! Le succede sempre – spiega –, quando la sua aura cozza contro aure altrui non totalmente risolte.

Uno mica tossisce per dispetto. Il mio passato incombe?, non lo lascio alle spalle?, gli permetto di ferirmi? E lei tossisce. Scienza, signori. E io devo cambiare: se non provvedo subito, potrebbe risentirne il corpo fisico, essendosi quelli spirituale ed eterico ormai persi, “gone pear-shaped”, come le pere quando collassano su se stesse in un ultimo plòf. Potrei avere problemi al cervello – riprende -, alla pelvi… Ma mi basta cantare. Ogni giorno, sotto la doccia, pochi minuti. Ogni giorno, però.

Come ha fatto lei, che ha dato per tre anni a uno dei figli, ogni giorno, una goccia di latte (una!), e risolto in modo veloce e brillante un’intolleranza al lattosio. Poi mi regala un costosissimo materasso, realizzato in Brasile con tecnologie che sfruttano l’emissione positronica (vado a memoria). Risultato? Un mese d’alzatacce alle 3.30 del mattino. Sotto la doccia, però, un rusignólo.

Cose di una dolcezza infinita

Scritto da Tommaso il 26 Ottobre 2016.

Cose di una dolcezza infinita

Mi piace sentire il rumore e le macchine infrangersi contro la finestra di casa mia. E che stagione, poi... Dei giorni metto addirittura le calze di lana; sapete, mi sposto in scooter, e se non hai le calze fa un freddo becco. E mi piace anche spolverare le mensole, anche se mia madre è sempre pronta a dire il contrario. Sono anche diventato bravo a stirare. Lo ero già, ma poi, sapete, siamo passati dall'asse da stiro alla pressa "elnapress" e li è tutta una sfida continua per l'intero genere umano maschile. Le mamme non si bruciano mai.

Terremoto: la vita è cominciare, sempre.

Scritto da Michele Grotto, ex-allievo il 29 Agosto 2016.

Oggi, 27 agosto 2016, si celebrano i primi funerali di Stato delle vittime del terremoto del centro Italia. Oggi, proprio sessantasei anni fa, il 27 agosto 1950, moriva Cesare Pavese.
 
L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante.
 
Cesare Pavese
In una sola frase Pavese riesce a descrivere la situazione permanente dell’uomo. Sin dall’antichità, fino ad oggi. Fino alla prima guerra mondiale. Fino alla seconda guerra mondiale. Fino al 24 agosto 2016. Pavese con una frase – ma anche con ogni altra sua opera – si slega dalle contingenze e si lega alla natura umana, alla vita umana. È per questo motivo che autori come Pavese vanno studiati a scuola.